domenica 3 febbraio 2013

Mo te lo spiego a PAPY

"Papy, mi puoi prendere quel libro?"
"Sì, certo".
"Papy, ma posso prendere un po' il tuo iphone?"
"Sì, ma fai attenzione".
"Papyyy, vogliamo costruire una pista delle macchine con i Lego?"
"Sì, smetto di lavorare e vengo".

Tuo figlio che ti chiama Papy è tutta un'altra storia.
Da un giorno all'altro ti accorgi come una parolina magica trasformi molte cose.
Mi sono sentito più forte, mi sono sentito più considerato e soprattutto più amato.
Un Papyyy detto al momento giusto smuove montagne. Dovreste provarlo.
Finalmente una cosa carina pure per me. Mica sempre solo per la mamma!

E' trascorsa una settimana da quando in casa mia è entrato il Papyyy, ma adesso siamo un po' stretti...anzi comincia a dar fastidio.
Fonte: DonnaModerna
Magari sarò un papà snaturato, ma sto fatto di sentire sempre Papy associato ad una richiesta un po' mi infastidisce. 
Secondo me DA1 ha capito il sistema e se ne approfitta. All'inizio questo vezzeggiativo mi faceva scattare dalla sedia per accontentare ogni suo desiderio. Ora questo Papyyy continuo mi fa scattare un po' di nervosismo invece.
Sono invidioso dei miei amici che hanno figlie femmine che li stordiscono con paroline dolci e melensi. Ho sempre pensato che fosse molto bello sapere che tua figlia usa le coccole per avere quello che vuole, però ora che questa cosa mi capita con un figlio maschio mi sa proprio di presa per il culo.

"Papyyy mi compri le figurine?"
"E mo' basta cu' stu papy. Qualche volta dillo pure in maniera disinteressata che è meglio".
"Papy, ma io ti voglio bene".
"Assa fa Dio". (Esclamazione che significa Meno male o anche Ci voleva proprio)

2 commenti:

Stefania Tarallo ha detto...

Papiiiiii

Anonimo ha detto...

Avessi una figlia ti farebbe ballare il tango in tutù!
A me manca poco, eh! ;-)



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