domenica 13 aprile 2014

5 cose che dicono gli occhi dei bambini

"Papà, attento io ho la supervista".
"Come mai?"
"I miei occhi vedono tutto".
"E pure i miei per fortuna".
"Ma io vedo che nel mobile sotto quei piatti ci sono delle merendine nascoste".
"Allora hai proprio degli occhi di lince".
"No, gli occhi sono i miei e sono dei superocchi".
Il viaggio alla scoperta delle parti del corpo continua e questa volta si parla di OCCHI.
Mica lo avevate capito?

1) Gli occhi dei bambini stanno "appizzati".
Capita a qualsiasi genitore prima o poi di infrangere una regola di casa. Sarà per stanchezza, sarà per dimenticanza, sarà perché è una regola non condivisa sta di fatto che ci sarà, in quel momento, sempre un figlio con gli occhi ben attenti a notare la tua infrazione, appizzati appunto. I bambini ti guardano e ti scrutano, un po' per copiare, ma un po' anche per vederti sbagliare. E quegli occhi, come una telecamera a circuito chiuso, riprenderanno tutto per mostrarlo, come una prova, al momento opportuno. 
Non è la prima volta che sento dire: "Mamma, ma papà lo ha fatto. Io l'ho visto".

2) Gli occhi hanno un serbatoio da almeno 30 litri.
Se penso ad uno di quei giorni in cui uno dei miei figli ha iniziato a piangere al mattino e ha terminato la sera deduco che le lacrime vengono conservate in un serbatoio gigante.
Non è assolutamente possibile che i bambini ne abbiano così tante. 
Ho visto bambini usare la lingua per raccogliere le lacrime in modo da dissetarsi. La conclusione è che in un solo pianto versano almeno mezzo bicchiere, che è tanto. Provate a riempirne uno con le vostre.
Non voglio dire che non bisogna piangere, anzi è un atto liberatorio che consiglio periodicamente, ma i bambini sono una cosa esagerata.
La cosa bella è che sono capaci di stare con le lacrime agli occhi per ore, ma poi quando gli lavi la faccia o si fanno la doccia corrono ad asciugarli come se avessero dentro una soluzione urticante.

3) "Con quegli occhi mio caro ragazzo, temo che non lo vedrai mai".
Una delle cose che vorrei riuscire ad insegnare ai miei figli è a guardare con occhi diversi quello che li circonda, a guardare oltre le cose. E' un gioco di fantasia che allena la mente perché ogni oggetto può essere un altro se vogliamo. In fondo il gioco del facciamo finta di è possibile perché gli occhi, in quel momento, vedranno un guerriero, un supereroe, ma anche una moto velocissima, una astronave spaziale.
Jame Matthew Barrie, autore di Peter Pan, nel film Neverland interpretato da Johnny Depp di fronte alla resistenza del bambino a vedere nel cane un orso danzante viene redarguito con queste parole: "È solo un cane? Che orribile e mortificante parola. È come dire: non può scalare quella montagna, è solo un uomo, o quello non è un diamante, è solo un sasso. Solo". 
Non vorrei mai dire a mio figlio quello che Barrie ha detto a Peter: "Con quegli occhi mio caro ragazzo, temo che non lo vedrai mai".
Ho giocato per anni con le sedie della cucina messe una sopra l'altra. Lo ricordo ancora. Io vedevo solo una braca bellissima, la mia barca.

4) Occhi-ALI
"Mio figlio con gli occhiali noooooooooooo, oddio, nooooooooooooooo".
E' stato su per giù questo il pensiero appena ho saputo che li avrebbe dovuti indossare.
A pensarci bene è davvero una stupidaggine.
Gli occhiali ce li hanno tutti. Mica è una malattia rara? 
Ma poi ce ne sono di belli, colorati, anti tutto, a prova di bambino distratto.
Queste ed altre considerazioni mi hanno accompagnato nei giorni successivi, tranquillizzandomi sulla cosa.
Ho capito però una cosa, perché si chiamano occhi con le ali: dato un bambino che gioca a pallone in casa o che fa la lotta con suo fratello o che litiga con un compagno o che corre con gli amici la prima cosa che vedrai volare saranno i suoi occhiali, mentre la seconda saranno altri soldi per aggiustarli o comprarli nuovi.

5) I tuoi occhi: oscuri profondi dell'anima.
Guardare negli occhi un bambino è più difficile che farlo con un adulto.
Ogni volta che lo faccio è come se venissi risucchiato in un mondo dove incontro anche me da piccolo. Forse è questa la cosa più difficile. Quegli occhi aprono una porta che va direttamente alla parte più profonda di me e non sempre è facile osservarla. Per fortuna in quel luogo profondo non ci sono solo ferite, ma anche tante gioie. In ogni caso non è facile starci. 
Gli occhi dei miei figli sono scuri e profondi perché conducono fino alla loro anima.
Gli occhi dei miei figli sono uguali a quelli della mamma per fortuna...perché anche l'occhio vuole la sua parte.

4 commenti:

antonellaVì ha detto...

Si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima e per questo che gli occhi dei bambini sono bellissimi. Sono puliti, senza ombre e si ha paura a guardarli perchè la coscienza ci suggerisce largamente che di quelle caratteristiche i nostri occhi ne hanno perso ogni traccia

antonellaVì ha detto...

Si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima e per questo che gli occhi dei bambini sono bellissimi. Sono puliti, senza ombre e si ha paura a guardarli perchè la coscienza ci suggerisce largamente che di quelle caratteristiche i nostri occhi ne hanno perso ogni traccia

Francesca Moscarelli ha detto...

Divertita e comossa..aggiungo solo che il mio D unico ha le ciglia lunghissime e le usa come una serranda: quando le tiene basse vuol dire "fuori dal mio mondo" e quando le tiene su vuol dire "entrate"... :-)

Anna Pisapia ha detto...

bellissimo post, che unisce la tua simpatia e l'anima poetica e romantica che racchiudi. sono d'accordo gli occhi dei bambini raccontano molto, i loro sguardi sognanti, i visi impauriti. è bello poterli osservare senza che se ne accorgano, perché siano spontanei.
Per fortuna il mio grande (sei anni e mezzo) continua ancora a sognare, lo guardo e vedo nuvolette di pensieri e immagini che io non riesco a cogliere.



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