martedì 25 febbraio 2014

Le lezione del film LEGO e non solo

Ho un problema: non seguo mai il libretto delle istruzioni.
E' più forte di me, ma è come se seguirlo mi rendesse meno intelligente.
E' una sfida che però mi porta ad impazzire dietro cose che se leggessi le spiegazioni, passo dopo passo, potrei fare in maniera molto più semplice.
E' come se fosse una questione di onore, non so spiegarvi.
Tenete presente quella cosa di trovare la strada senza chiedere, ma basandosi solo sul proprio istinto e orientamento? (al di là di ogni navigatore o app che sia stata creata)
Mio figlio DA1 però mi ha insegnato una cosa e cioè che se vuoi costruire la caserma dei pompieri o il treno o ancora la stazione della polizia dei LEGO non puoi non seguire le istruzioni.
Ci ho provato le prime volte a fare di testa mia o a saltare qualche pagina, ma è stato inutile perché dopo la cosa diventava ancora più complicata.
Per gioco e per amore mi sono sottomesso alle regole e finalmente sono riuscito a dare il giusto contributo.
Oggi mio figlio è un maestro costruttore dei LEGO e questo perché insieme abbiamo imparato a consultare le istruzioni.
Qualche giorno fa però siamo andati al cinema a vedere The Lego Movie e ho capito finalmente qual era la mia insofferenza nel vedere tutti quei modelli perfettamente costruiti in bella mostra a casa mia: non c'era una sola variazione di fantasia.
Sin da piccolo ho sempre giocato anche io con i LEGO e mi sono sempre molto divertito a creare nuove costruzioni diverse da quelle della foto sulla scatola. Forse viene da lì la mia insofferenza alle istruzioni.
La cosa che mi preoccupa però è che mio figlio tiene tutto costruito come indicato, non inserisce pezzi "speciali", non usa variazioni al tema, ma Emmet, il protagonista del film, ci ha dato una bella lezione.

"Hai visto a papà che con i LEGO si possono costruire anche un sacco di altre cose?"
"Sì, però..."
"Però è più bello mescolare i set e i personaggi".
"Ma poi quelli non stanno più al posto loro".
"Si abitueranno a stare in un altro ambiente. Bisogna sempre adattarsi altrimenti non ci si diverte".
"Ma non hanno paura?"
"E' la paura di non avere tutto sotto controllo, ma è una cosa che accade a quelli che non usano la fantasia".
"Io ce l'ho la fantasia. Penso sempre a tutte le cose che si possono costruire con i LEGO".
"E allora perché non lo fai?"
"Perché pensavo che tu dicevi che non si poteva fare".
"Tante cose non si possono fare è vero, ma questa proprio no. Pensa che da piccolo non consultavo mai neanche un'istruzione".
"Papà, ma per seguire tutti i passaggi bisogna essere molto intelligenti".
"Molto fine la tua osservazione, bambino, molto fine".

P.S. Con una variazione al tema della conversazione in un colpo solo mio figlio mi ha dato dello stupido e mi ha spiazzato con un imprevisto che mi ha zittito. Sta venendo su bene".

P.S.2 Il successo dei LEGO, da sempre, è che riescono a compensare i malati dell'ordine e della precisione da un lato, ma anche i creativi che con la scusa di non saper consultare neanche le istruzioni si affidano all'estro dell'improvvisazione.

2 commenti:

koko pi ha detto...

Hai proprio ragione: il bello del Lego è che va bene per tutti, per chi segue le istruzioni e per chi invece preferisce costruire in libertà.
Credo purtroppo che le costruzioni di oggi rispetto a quelle di 20 anni fa quando ci giocavo io diano meno spazio alla fantasia. Sono pezzi sempre più particolari e specifici e allo stesso tempo quindi più vincolati.
Sono contenta di aver conservato il mio vecchio lego fatto solo di mattoncini + qualche ruota e finestra per quando vorranno giocarci i miei figli!!

Francesca Moscarelli ha detto...

Il mio D.,7anniquasi8 come dice lui, segue RIGOROSAMENTE le istruzioni ed ogni volta è soddisfattissimo(fa anche quelli fino a 14anni..e gongola proprio). Credo che attualmente abbia una 40ina di Lego, tutti imbustati uno ad uno, con le relative istruzioni e i pezzi di ricambio. Ci gioca da quando aveva 3 anni, e solo l'anno scorso sono riuscita a convincerlo ad un "sacrilego incrocio" di due scatole.. Per non farlo soffrire troppo, adesso abbiamo, da una parte, una scatola di pezzi misti di tutti i tipi, e, dall'altra, le scatole ordinatamente catalogate. Così ora decide lui: si gioca "affantasia" oppure si gioca"preciso", secondo l'uzzolo del momento. ...e vissero tutti felici e contenti.



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