venerdì 6 luglio 2012

Mo te lo spiego a papà il sacrificio dello sport

“Dai facciamo presto che devo ritornare a lavoro”.
“Ma mamma non viene oggi?”
“Si, ti viene a prendere lei dopo, tranquillo. Dov’è il costume e la cuffia presto”.
“Papà nella borsa, qui, guarda”.
“Metti l’accappatoio dai”.
“Il bracciooo, mi fai maleee”.
“Scusa. Ecco vai divertiti campione”.
“Lei è il papà?”
“Beh si, così dicono”.
“Glielo chiedo perché in genere viene sua moglie. Comunque è presto ci vuole ancora un quarto d’ora”.
“O’ ssapev! Quando vai di fretta c’è sempre qualcosa che ti fa fare ancora più tardi”.
“Papà, ma pure tu andavi in piscina quando eri piccolo?”
“Si, si ho fatto nuoto per tanti anni. Sai papà faceva anche le gare”.
“Waaa e hai vinto?”
“Sempre secondo, ma mi sono divertito tanto”.
“E non hai vinto niente?”
“Un sacco di medaglie. Quando andiamo a casa te le faccio vedere”.
“Pure io voglio vincere le medaglie”.
“Certo che puoi, ma ti devi allenare tanto. Io andavo in piscina tutti i giorni”.
“E chi ti accompagnava?”
Io, il mister e il presidente nel 1981
“Una volta la nonna e una volta il nonno. Tutti i pomeriggi”.
“Pure iooo”.
“Beh non lo so se i nonni ti posso accompagnare”.
“Allora mi accompagna mamma”.
“Vediamo se è possibile.”
“Allora mi accompagni tu”.
“Ci proviamo. Ma a te piace?”
“Si, si però non mi fanno mai giocare”.
“Scusa ma devi imparare gli stili mica puoi giocare con l’acqua?”
“Ma io faccio scivolo dorso e scivolo stile. Uffa sempre le stesse cose”.
“Guarda che per diventare bravo devi imparare benissimo gli stili e devi ripetere sempre gli stessi movimenti fino a che non sono perfetti così un giorno se sei fortunato puoi andare anche alle Olimpiadi”.
“E che cos’è?”
“E’ una gara che si fa ogni 4 anni dove si incontrano gli atleti più bravi del mondo”.
“E li accompagnano mamma e papà?”
“Non lo so, ma di sicuro una medaglia se la meritano per i sacrifici che hanno fatto”.
“Papà devo entrare”.
“Vai divertiti, ciao”.
“Papà, papà”.
“Che c’è ora, è tardi”.
“Questo non è il costume, è la mutanda pulita”.

Ha ragione il tipo della piscina ad aver detto ad MPS che è meglio quando viene lei più una cosa del tipo non mi mandi più suo marito. Questi sono i veri sacrifici: essere preso in giro e non poter dire nulla perché si ha torto!

6 commenti:

Samuele ha detto...

della serie che barba che noia, che noia che barba...

Rosaria ha detto...

ahaha questo è un po' il destino dei papa', essere presi in giro :). Non prendertela è solo affetto! Pure i miei mi scorrazzavano ovunque quando ero piccola! Per fortuna che ci sono i genitori. Troppo bello questo blog, complimenti.

PICCIO ha detto...

Grazie Grazie, ma ci conosciamo? Fai parte già della pagina Fb di Mo te lo spiego a papà?
Bene se non lo sei ti invito ufficialmente.
Cmq sono troppo contento quando piace a qualcuno il blog perché ho sempre timore che sia niente di particolare ed oggi che sono un po' down mi hai davvero risollevato. Grazie

Rosaria ha detto...

lavoro qualche volta per Style.it e sono di Napoli anche se lontana da molti anni.Vivo in Gran Bretagna. Il blog mi piace molto, trovi sempre il modo semplice ma originale per spiegare le cose ai bambini. Continua, che un bel libro ci sta tutto!

PICCIO ha detto...

Anche io lavoro per Style.it se ci hai fatto caso e sono di Napoli. Grande.
Per il libro ci sto lavorando tranquilla.

Rossella Boriosi ha detto...

Grazie per non aver postato qualcosa di melenso tipo "le mamme si sacrificano per i figli che poi diventano campioni del mondo e poi muoiono (le mamme), ma prima che questo accada lavano i pavimenti inginocchiate e i piatti a mano".
Ci voleva un papà, ci voleva.



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