giovedì 13 settembre 2012

Mo te lo spiego a papà il primo giorno di scuola


Oggi è il primo giorno nella nuova scuola per DA1 e DA2 e ci siamo svegliati sotto il diluvio universale.
Una scuola dove non ci vuole il grembiule, dove ascoltano la musica classica, dove fanno accoglienza e dove Munari è uno stimolo creativo. Una scuola nuova che però si trova in un Comune limitrofo al nostro per cui sveglia presto ed entrata massimo per le 8:30 (c’è il rischio che non vadano mai a scuola però).

“Papà sei pronto, io voglio andare a scuola”.
“Ma ora ci siamo svegliati aspetta”.
“Ma io voglio andare”.
“E ci dobbiamo preparare. Tuo fratello ancora deve fare colazione”.
“Io voglio andare scuola dei piccli”.
“Si, tranquillo andrai in classe con quelli della tua età”.
“Nooo, io scuola piccli, ti ricordiii?”
“Amore, ma quest’anno si va in un’altra scuola. Questa è più bella e puoi vedere pure tuo fratello”.
“Uffaaaaa”.
“Waaaa papà bellooo io voglio andare, scendiamo”.

In sintesi prima di scendere DA1 ha avuto un attacco di pupitola (termine napoletano che sta ad indicare le persone logorroiche) e DA2 un attacco di mammite (desiderio di restare attaccato alla gamba della mamma).
La scuola nuova dista un paio di km da casa nostra e stamattina abbiamo impiegato circa 1 ora. Non stavano andando tutti alla nostra scuola, ma l’esondazione delle fogne e la massa d’acqua che è venuta giù ci ha imbottigliato nel traffico. Immaginate me in macchina mentre DA1 continuava ad essere attaccato dalla pupitola. Manco i finestrini si potevano aprire.

“Siamo arrivati finalmente, dai scendiamo presto”.
“Papà, ma l’ombrello?”
“Non fa niente, dai fate presto”.
“Papà, ma il cappuccio”.
“Si, dai vieni che ti aggiusto il k-way”.

“Waaaaa. Avete visto come è bella questa nuova scuola?”
“Si, io me la ricordoooo”.
“E’ vero siamo già venuti a visitarla una volta”. (DA2 si rilassa)

“Buongiorno”.
“Buongiorno maestre”.
DA1 scappa in classe desideroso di conoscere i nuovi compagni di viaggio e cominciare a parlare con uno di loro (speriamo che il primo giorno non venga richiamato da qualche genitore)
DA2 fa un giro di perlustrazione con me, ma poi mi invita ad andare a casa.
Meno maleeeee. Ce l’abbiamo fattaaaa!.

Esco da scuola e viene giù un altro acquazzone. Sono bagnato fradicio e mi rimetto nel traffico pensando che questo anno sarà migliore. Deve essere per forza migliore perché la scuola dove andavano prima DA1 e DA2 era dietro casa e ci andavamo a piedi.
Spero che siano felici, sperano si trovino bene e spero soprattutto che questa scuola li stimoli in tutti gli ambiti delle loro intelligenze. 
Sento che questo è l’anno giusto, sento una cosa nella pancia che non vi so spiegare, è unaaaa mmm…mamma mia sto ancora nel traffico e mi sto facendo sotto!.

P.S Buon anno scolastico alle maestre per il potere che hanno sui nostri figli, a tutti i papà o le mamme che li accompagnano e soprattutto a tutti i bambini.

4 commenti:

Teresa Migliaccio ha detto...

Il bello delle piccole cose :)

PICCIO ha detto...

Sono i particolari che fanno la differenza, come un particolare piccolo rende una foto un capolavoro.
Grazie e da adesso in poi voglio tutte le tue impressioni pure su Style.it mi raccomando

Anonimo ha detto...

O mio dio..ma in che scuola li mandate? sembra una scuola per secchioni o cose varie, con la musica classica poi... ._. a sto punto era meglio quella dietro casa ;)

PICCIO ha detto...

Anonimo stai tranquillo che non è una scuola per secchioni. Cmq la musica classica è un ottimo modo per rilassare i bambini e farli concentrare. Io la uso anche nel centro con cui lavoro con i ragazzi. Prova anche tu e se ti stai annoiando respira e se dopo che hai respirato non succede niente allora...



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