martedì 16 aprile 2013

Le palle di Iqbal

"Iqbal teneva le palle".
"Papà, ma che significa?"
"Iqbal è il nome di un bambino che aveva le palle".
"Pure io guarda".
"Tutti i maschietti ce l'hanno, ma lui le aveva di più".
"Ne aveva tre?"
"No, è un modo per dire che era un bambino coraggioso e intelligente".
"Ma pure io sono coraggioso".
"Ma se tu ti metti paura di andare da solo nella stanza quando la luce è spenta".
"Però sono intelligente perché costruisco i Lego da solo".
"Iqbal costruiva i tappeti da solo, ma non era un gioco".
"E perché lo faceva?"
"Perché era uno schiavo. Era costretto a lavorare tutto il giorno per un padrone che non lo lasciava mai giocare".
"Mica i bambini devono lavorare?"
"In alcuni posti del mondo ci sono bambini piccoli che lavorano tutto il giorno senza mai fermarsi e non possono andare a scuola. Vivono in condizioni disumane per arricchire quei signori che vendono i loro affari in giro per il mondo alla bella gente che non legge mai le etichette con molta attenzione".
"E la polizia li deve arrestare però".
"Ci sono alcuni poliziotti che vengono pagati per stare zitti, per non difendere i bambini e così questa cosa continua indisturbata".
"E chi li può liberare?"
"Qualcuno che ha il coraggio di denunciare".
"Che significa papà?"
"Significa far sapere a tutto il mondo attraverso i giornali e la tv che ci sono bambini che non hanno il diritto di fare niente se non lavorare".
"Iqbal li ha denunciati?"
"Sì, con l'aiuto di un signore avvocato che da un po' di tempo si batteva contro lo sfruttamento del lavoro dei bambini".
"Waaa e come ha fatto?"
"Si è intrufolato nelle fabbriche e ha fotografato tutto".
"Waaa come un supereroe".
"Un superbambino direi. Gli hanno dato anche un premio per quello che ha fatto".
"E che premio?"
"Una medaglia, un sacco di giochi e la libertà di fare quello che avrebbe voluto un bambino di 13 anni".
"Ma è morto?"
"Che ne sai'"
"Tu hai detto che teneva le palle, non che tiene le palle".
"I cattivi lo hanno portato via per sempre, ma lui non ha avuto paura perché teneva le palle, mentre loro no".
"Anche io da grande voglio tenere le palle come Iqbal".
"Spero che le avrai, ma spero soprattutto che nessuno te le porti via".

2 commenti:

antonellaVì ha detto...

Sai una cosa Francesco? Riesci, in questo modo, ad essere delicato sull'affrontare temi difficili, come è giusto che sia quando si parla ai bambini. I miei complimenti

Biancaneve ha detto...

Non conoscevo la storia di Iqbal e mi hai fatto commuovere.



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