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venerdì 9 maggio 2014

Cosa non fare e cosa fare per la Festa della mamma

ATTENZIONE tra pochi giorni ci sarà un evento di una importanza planetaria: la Festa della Mamma.
MASSIMA ALLERTA per tutti i papà e i figli.
RICORDA di santificare la mamma. (è un comma del 4° comandamento)
LEGGI questi consigli, lo dico a te papà, così potrai evitare grandi tragedie nella tua famiglia. Questo post può salvare molti matrimoni.

martedì 29 aprile 2014

Io #BeOriginal e tu?

"Papà, ma che stai facendo?"
"Preparo un discorso".
"Per quando?"
"Per il fine settimana".
"E dove?"
"Al #BeOriginal tour".
"E che cosa è'"

giovedì 3 aprile 2014

5 cose sulla BOCCA dei bambini

"Papà, perché nella bocca abbiamo i denti e la lingua?"
"Non lo so, siamo nati così".
"Ma non potevano stare da un'altra parte?"
"Se sono nella bocca ci sarà un motivo".
"E qual è?"
"Non lo so, ma immagino che se i denti fossero stati sulla pancia sarebbe stato difficile masticare".
"Io penso che i denti stanno nella bocca per rompere il cibo così poi uno ingoia e tutto va direttamente nella pancia, mentre la lingua serve per parlare e per sentire i sapori".
"Piero Angela esci da questo corpo. Ma allora se lo sai che me lo domandi a fare".

venerdì 28 febbraio 2014

PAPAOUTAI

"Tout le monde sait comment on fait des bébés
Mais personne sait comment on fait des papas""Tutti lo sanno come si fanno i bambini,
ma nessuno sa come si fanno i papà".

venerdì 7 febbraio 2014

Lettera a Balotelli papà

Caro Balotelli,
visto che sei entrato ufficialmente nel gruppo dei papà mi permetto di scriverti questa lettera in modo che tu non possa dire che nessuno ti aveva avvisato.
Non ci sono problemi se tu frequenti Jasmin, Giselle o Isabell però sappi che fare il papà è una cosa abbastanza seria. 

martedì 21 gennaio 2014

Buon compleanno a papà

Buongiorno a papà,
oggi compi cinque anni.
Ogni volta che ti vedo crescere penso a come sarai, a cosa ti lascerò in eredità e come sarà il tuo futuro.
Ogni anno è una sfida per darti il papà migliore che meriti e che sappia affrontare con te tutte le sfide della vita, da quella della scelta di un vestito al lavoro che vorrai fare.
Il giorno del tuo compleanno è una gioia perché con la tua nascita hai unito la nostra famiglia e mi hai reso un padre migliore. 
Sei nato dopo 16 mesi da tuo fratello, ma ti sei comportato bene non mettendoci in ulteriore difficoltà perché mangiavi e dormivi beato, non piangevi e non davi fastidio.
Certo poi hai recuperato e adesso ce la stai facendo pagare perché hai un carattere deciso, ma anche una ironia innata che spero sia uno dei regali più belli che ti abbia saputo donare.
Lo so che forse preferisci la stazione della polizia dei Lego o una spada laser in stile Star Wars, ma la lettera è seria, di quelle che si scrivono per riflettere sul tempo che passa, sul ciclo della vita che attraverso i figli continua.
Quindi amore mio grazie per avermi regalato la gioia del gioco della lotta, la sorpresa di gesti innati simili ai miei, il riflesso di mamma nei tuoi occhi.
Dopo tutto questo non so davvero cosa poterti regalare se non il mio amore incondizionato, il mio amore di padre, anzi il mio amore a papà.
Felice compleanno.

P.S. DA1 a Settembre scrivo anche per te non ti preoccupare perché tu sei sempre il primogenito.

martedì 14 gennaio 2014

Il segreto del matrimonio? Le palle

Questa mattina mi sono svegliato e ho letto: 
"Il segreto del matrimonio? Essere senza figli".
E ora me lo dite? 
Secondo uno studio britannico della Open University, le coppie sposate senza prole sarebbero le più soddisfatte.Per fortuna ho letto questo articolo di Repubblica, ma anche del Corriere, da solo in casa, senza moglie e soprattutto senza bambini.L'entusiasmo del fondamento scientifico mi ha fatto pensare che sarei potuto essere davvero più felice, meno stressato, più pronto a dare attenzioni a mia moglie e soprattutto avrei fatto più sesso, scusate volevo dire l'amore."Mannaggia bim bum bam, adesso come si fa?"

giovedì 19 dicembre 2013

Come fare un video-gioco con i bambini #giocaimmaginacrea

"Bambini, papà è tornato e stasera si fa un gioco tutto nuovo, una cosa che non abbiamo mai fatto".
"E che cosa ci hai portato?"
"Proprio niente, ma sarà un gioco dove è necessario fare più cose per realizzarlo".
"Ho capito, il multigioco".
"Sì, ma non quello dell'altra volta. Ne facciamo uno nuovo usando i video".
"E come si fa?"
"Mo te lo spiego..."

lunedì 4 novembre 2013

Papà e pannolini: come me la sono cavata

La prima volta è stata memorabile.Mi ero esercitato per tanto tempo, avevo letto, avevo guardato chi era più esperto di me. Ricordo le luci, le lacrime e le voci intorno. Ricordo che sudavo e il cuore mi batteva a mille. Non si dimenticano tutti quegli occhi addosso quando sei tu l’unico protagonista e tutti aspettano solo la tua performance.

 “Beh il bambino lo hai preso un po’ troppo violentemente e i lembi non erano perfettamente allineati per cui per me questa volta è NO”.“Per me invece è stato bravo perché gli ha parlato mentre lo faceva e si è ricordato anche della crema sul culetto. Bravo per me è SI”.“Ho puntato molto su di te e ci ho creduto sin dall'inizio. Sei stato bravo nel metterti in gioco in un campo a te non consono. Hai veramente l’X Factor. Per me è SI tutta la vita.

giovedì 24 ottobre 2013

Pensieri di un papà che vanno e vengono

"Quante cose potrei fare se non avessi figli".
Ogni tanto ci penso a questa cosa, forse perché non mi sono ancora rassegnato.
Mi viene da pensarci specie quando sono sotto pressione, quando mi manca il tempo per fare tutto quello che vorrei.
Comincio a parlare ad alta voce scimmiottando quelli che dicono: "Io faccio questo, io faccio quello, domani sera devo andare, poi devo incontrare" o ancora quelli che ti umiliano spiegandoti come fanno a isolarsi per lavoro, scrivendo un romanzo ogni sei mesi.
Se io mi assento per più di due giorni c'è il senso di colpa che entra in azione con frasi del tipo: "Ce la farà mia moglie MPS da sola?" o "I bambini si sentiranno abbandonati?". 

lunedì 22 luglio 2013

Consigli Reali

Caro William,
te lo dico come un fratello, ma questa cosa che ti sta accadendo ti sconvolgerà la vita.
Certo vedere tuo padre insieme con Camilla credo sia un colpo per tutti, ma per fortuna l'evento di cui parlo è molto più piacevole.
Non basteranno alcune settimane di congedo parentale per sentirvi una famiglia reale, ma ci vorrà del tempo così come ce ne vorrà prima di capire cosa devi fare o dire.
Se ci riesci caccia tutti via e per qualche tempo sbrigatevi la cosa da soli.
Lo so che è difficile visto che sei un reale di Inghilterra, ma se vuoi che la tua famiglia sia reale allora fai come ti dico.
Se Kate se la prende con te non ti preoccupare che sono gli ormoni, tu falla sentire la tua regina e non del popolo britannico.
Se la creatura piange tienila pure in braccio perché ha bisogno del calore e non di quelle cazzate che dicono alcune scienziate senza figli che prende il vizio delle braccia. Meglio questo vizio che l'alcool.
A proposito di alcool se tuo fratello Henry ti chiede di tenere la creatura in braccio o di portarla a fare una passeggiata per adesso evita o fagli prima l'alcool-test.
Le emozioni che vivrai in questi giorni sono molto forti e magari anche contrastanti.
E' tutto normale anche se ti verrà da piangere.
In questo momento poi ti sembrerà che tutti sanno più cose di te. Beh qualcuna è vera, ma prova a fare anche come senti tu, come ti viene in modo naturale. E' il caso però di abbandonare un po' l'uniforme, quella che ogni giorno indossi per lavoro, e metterti una bella tuta comoda tanto a Londra fa freschetto.
Fonte: http//:www.style.it 

Pure se tu sei l'erede al trono sappi che a casa tua non comandi niente specie ora che c'è da allattare, cambiare i pannolini e fare coccole.
Anche tu avrai il complesso dell'amplesso, ma è normale pure questo. Passeranno settimane o anche qualche mese prima di poter riabbracciare tua moglie e fare l'amore con lei, ma non ti preoccupare che dopo sarà peggio. Però non è vero perché tu il problema non ce l'hai. Qualcuno che vi guarderà la creatura ci sta, mica come per me che elemosino agli amici un po' di intrattenimento ai bambini per sesso veloce prima di cena.
Infine tieni presente che da ora in poi tutto sarà una eterna alternanza per cui quando arriva un momento difficile pensa che passerà. I bambini non piangono per sempre, i bambini prima o poi si puliranno da soli e se la sera quando tonerai a casa ti verrà voglia di fare il giro largo o di passare prima dalla nonna a salutarla non te la campare male perché poi passa. Si tratta di prendere le misure, ma si tratta soprattutto di entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi perché è quella chi i neonati andranno a colpire.
Per sentirti una famiglia reale ricorda a Kate di conservare i vestiti per il secondogenito (sperando sia dello stesso sesso) e se ti va ho un passeggino ancora nuovo.
Nel frattempo che non traducono Mo te lo spiego a papà in inglese sappi che sono a tua disposizione perché non si ha più bisogno in questi momenti che di un amico-papà reale.
God save the Royal Baby.

P.S. Dici a Pippa che fa attenzione quando si abbassa nella culla a prendere la creatura.



martedì 2 luglio 2013

La balla della privacy

"Pronto, parlo con Mo te lo spiego a papà?"
"Sì, sono io. Mi dica".
"Sono un'autrice tv e ho letto il suo libro e il suo blog e l'ho trovato davvero interessante".
"Grazie, lei è gentilissima".
"Guardi stiamo lavorando ad una puntata per il nostro programma proprio sui nuovi papà e ci piacerebbe intervistarla".
"Con enorme piacere".
"Veniamo da lei e le chiediamo della sua esperienza di blogger, di papà che si emoziona e di papà alle prese con i suoi figli".
"Va benissimo, sono i temi che tratto da qualche tempo per cui siamo perfettamente in linea".
"Se non le dispiace gireremmo un RVM che poi mandiamo in onda e facciamo commentare ai nostri ospiti in studio".
"Quando andrà in onda questa trasmissione?"
"Va in onda ogni giorno per cui questo che le propongo dovrebbe essere fatto anche in tempi molto stretti. Lei è disponibile anche domani?"
"Sì, va bene anche domani".
"Allora noi veniamo a casa sua, la riprendiamo nella sua cucina mentre lava i piatti, facciamo qualche inquadratura ai suoi bambini mentre giocano con lei e qualche domanda a sua moglie".
"Alt. Per questa cosa ci penso un attimo, mi consulto anche con mia moglie e le faccio sapere".
"Va benissimo, però la prego di ricontattarmi a stretto giro".

"Pronto, salve sono Mo te lo spiego a papà".
"Ha fatto presto, bravo, sono contenta".
"Senta, ho parlato con mia moglie e preferiremmo non fare questa cosa a casa con i bambini. Se fosse possibile una alternativa visto che lei deve intervistare me le sarei grato".
"Le faremo sapere!"

Ci uccidete la salute con il rispetto della privacy, ci stramazzate il bassoventre con l'importanza dei contenuti, poi quando uno vuole preservare un minimo la propria intimità, i propri bambini e magari tiene la moglie racchia che non la vuole far vedere in tv rispondete come ai colloqui di lavoro: Le faremo sapere.
Allora ditelo che volevate le telecamere a casa mia per farvi i cazzi miei.
Basta già il blog, facebook e social vari...secondo me potevamo fare anche una passeggiata al supermercato se proprio volevate un papà modello famiglia.

P.S. Per approfondimenti leggete l'articolo della mia amica Rossella Boriosi sulla 27 Ora del Corriere della Sera 
P.S.2 Con questo non significa che non andrò mai in tv o simili, ma a me questa cosa messa così mi ha fatto girare le scatole


martedì 28 maggio 2013

Il #Mammacheblog - Social Family Day

Il 24 e 25 Maggio 2013 sono stato al Mammacheblog.
Unico papà blogger tra centinaia di mamme.
Volete sapere come è andata?
Leggete il post qui su Style.it 



venerdì 22 marzo 2013

Un papà da solo

"Buonasera bambini".
".........."
"Ho detto buonasera".
"..........."
"Ma non c'è nessuno?"
"............"
"In effetti non c'è nessuno. Chi sa dove saranno andati".
"..........."
"E' strano perché a quest' ora sono sempre a casa".
"..........."
"Va bè, ora mi godo un po' questo silenzio. Non capita poi tanto spesso".
"..........."
"In effetti è strano. Quasi non ci sono abituato. Eppure non è che quando entro dalla porta facciano tante moine".
".........."
"Ecco, ho trovato un biglietto che dice: Siamo andati al cinema, abbiamo provato a chiamarti, ma il tuo telefono non era raggiungibile. Ci vediamo più tardi".
".........."
"Allora adesso mi do proprio alla pazza gioia".
"........."
"Vediamo questo frigo cosa offre per stare stravaccato davanti alla tv sul divano".
"........."
"Il tavolino è apparecchiato, il divano è tutto per me, l'ipad ce l'ho vicino, nessuno mi chiama e soprattutto nessuno passa davanti alla tv...mi sa che sarà una grande serata".
"........."
"Aspetta, accendo un attimo la luce nella cameretta".
"........"
"Ora però devo godermi questi attimi da solo".
"......."
"Ce la posso fare, quando mi ricapita".
"......"
"Mannaggia".
"......"
"Va bè non sono abituato. Vorrei pure godermela questa cosa, ma in un momento penso che non vedo l'ora che ritornino mentre in un altro penso all'attimo in cui ritorneranno e cominceranno a gridare, a chiedere cose, a fare qualche capriccio. 
"......."
"Secondo me sarebbe meglio non pensare e rilassarsi o no?"
"......."
"Mi sento sospeso tra due desideri contrastanti, ma nun ci sta nient' a fa'...io so' semp' papà".

"Pronto amore, ma dove siete?"
"Stiamo tornando. Vedi che stanno stanchi e un po' capricciosi".

"Waaa già tornano. Waaa pure le raccomandazioni".
"......."
"Waaa se lo sapevo".

P.S. Ogni lassat' è perz! (Se lasci una cosa sarà persa per sempre)

martedì 12 marzo 2013

Mo te lo intervisto a papà

Style.it ha organizzato per l'uscita del libro Mo te lo spiego a papà una intervista speciale.
A realizzarla è Rossella Calabrò, 
autrice di Cinquanta smagliature di Gina.
Che cosa ne è venuto fuori?
Un dialogo esilarante che vi invito a leggere



mercoledì 6 marzo 2013

La sorpresa nel pacco ovvero il libro di Mo te lo spiego a papà

"Papà, ma che cosa c'è in questo pacco?"
"Apri, apri, apri, apri".
"Ho capito, adesso vediamo".
"Ma chi ce lo manda questo pacco?"
"Arriva da Milano e secondo me c'è una cosa che aspettavo".
"Waaa papà un pacco per te".
"Waaa sì lo stavo proprio aspettando".
"Apri, apri, apri, apri, apri..."
"Allora apro?"
"Daiiiiiii".
"Coltello".
"Ecco".
"Forbice".
"Io. Ecco".
"O mamma, mi sento male".
"Papà, ma cosa c'è?"
"Guarda c'è il libro che ho scritto io".
"E come si chiama?"
"Mo te lo spiego a papà".
"Waaa papà, ma li hai scritti tutti tu?"
"Bello di papà, sono tutti uguali. Io ne ho scritto uno e poi hanno stampato tutti gli altri".
"Come le fotocopie?"
"Beh, speriamo che nessuno decida di farle".
"Bellissimo papà, ma come hai fatto in questo libro così grande a non fare nessun errore?"
"Mi hanno aiutato perché le cose belle non si fanno mai da soli, proprio come voi".
"E ce lo leggi?"
"Ma è un libro per i grandi dove si raccontano un sacco di cose emozionanti e divertenti. E poi alla fine c'è pure una storia d'amore".
"Ma parla di noi?"
"Si".
"Leggi dai, io voglio sentire quando parla di me".
"Pure a me, pure a me, pure a me".

A me invece è scesa una lacrima...di gioia.


P.S. Dal 14 Marzo in libreria

mercoledì 20 febbraio 2013

Perché papà e mamma litigano

"Stanotte sei venuto nel nostro letto almeno tre volte".
"Mmmmmm".
"Ma non ti piace il tuo letto? Se vuoi lo vendiamo":
"Mmmmmm".
"Ognuno deve dormire nel suo letto e mamma e papà avranno pure il diritto di dormire vicini vicini senza nessuno in mezzo".
"Mmmmmm".
"Ho capito stai nervoso perché ieri sera io e la mamma abbiamo litigato".
"Mmmmmm".
"Ma non ti devi preoccupare. Può capitare che anche noi litighiamo".
"Mmmmmm".
"Se alziamo la voce e facciamo discussione è perché abbiamo delle idee diverse oppure perché su una cosa non andiamo d'accordo, ma non significa che non ci amiamo più".
"Mmmmmm". 
"Possono nascere sempre delle incomprensioni o ci sono sempre delle cose dell'altro che ci fanno innervosire, ma ognuno ha anche tante cose belle per cui vale la pensa stare insieme".
"Mmmmmm". 
"Capisco che questa cosa ti fa agitare, ma devi sapere che anche noi litighiamo".
"Mmmmmm".
"Quando fai a botte con tuo fratello o vi riempite di pernacchie mica significa che non gli vuoi più bene? E poi dopo cinque secondi siete di nuovo culo e camicia".
"Mmmmmm...culo".
"A volte mamma si arrabbia con me e a volte io con la mamma, ma questo non significa che succederà qualcosa. Cerchiamo sempre di trovare una soluzione. Qualche volta cede mamma e qualche volta cede papà".
"Mmmmmm".
"Scusa, quando papà vi sgrida mica è arrabbiato per sempre con voi? Dopo un po' passa. Quando ami qualcuno fai di tutto per fare pace".
"Mmmmmm".
"Pure tua mamma fa sempre questo verso quando è arrabbiata. Lo sento che viene fuori dalle narici come un toro infuriato".
"Mmmmmm".
"Daiii fai il toro, daiiii".
"Mmmmmm...toro".
"Bravo così, rilassati un po' e giochiamo che è meglio".
"Mmmmmm... giochiamo".
"Si però stanotte resti nel tuo letto perché altrimenti mi fai male con le corna".
"Mmmmmm...Mmmmmm".

martedì 12 febbraio 2013

Considerazioni papali da papà


E allora mi sono chiesto: “Come è la vita di un papà?”
La mattina mi alzo e preparo i figli per la scuola, ma spesso sono io ad impartire loro lezioni durante la giornata. Cerco di educarli al meglio sperando non capiti, quando saranno grandi, di doverli riportare sulla giusta strada perché l’avranno smarrita.
In ogni caso io ci sarò perché un padre aspetta sempre il ritorno del figliuol prodigo.
Lavoro tutto il giorno per offrire ai miei figli una vita migliore mostrando loro che il rispetto e l’amore per il prossimo contribuiscono alla gioia.
La sera anche se sono stanco mi tocca giocare inginocchiato per terra a costruire piste dei treni o a fare il cavallo o alla lotta.
Ci sono momenti belli e brutti come in ogni cosa, momenti in cui vorrei andar via e in altri in cui non riesco a trovare una soluzione. Capita di sentirmi inadatto, di non stare bene fisicamente e di non sopportare nessuno.
Mi chiamano cento volte al minuto e non sempre è una cosa bella.
Come sposi abbiamo le nostre difficoltà, i nostri momenti di incomprensione e poi c’è il mutuo, le bollette da pagare, i vestiti per i bambini e la stanchezza di concedersi raramente un momento per se.
E’ bello sacrificarsi per le persone che si amano ed io darei la mia vita, senza esitare un attimo, per loro.
Certo questa consapevolezza l’ho acquisita anche dopo momenti di lontananza e dopo aver perso la strada. Mi sono sempre e solo chiesto se amavo tutto questo, se amavo tutti loro più di tutte le scocciature e delle sofferenze.
Non sono certo l’unico, conosco tanti papà che si sacrificano anche più di me e continuano a lottare restando lì dove hanno scelto di stare, papà che sono contenti di essere un esempio anche in punto di morte.
Ne siamo molti e abbiamo tante cose in comune.
Con te è un accento, ci divide solo un accento.
Io papà, tu Papa.
Avrai le tue buone ragioni, ci avrai pensato milioni di volte, ma anche io te lo assicuro e per quanto abbia provato ad allontanare da me questo calice continuo a bere all’unica fonte dell’amore: la mia famiglia.
Statt buon!

domenica 3 febbraio 2013

Mo te lo spiego a PAPY

"Papy, mi puoi prendere quel libro?"
"Sì, certo".
"Papy, ma posso prendere un po' il tuo iphone?"
"Sì, ma fai attenzione".
"Papyyy, vogliamo costruire una pista delle macchine con i Lego?"
"Sì, smetto di lavorare e vengo".

Tuo figlio che ti chiama Papy è tutta un'altra storia.
Da un giorno all'altro ti accorgi come una parolina magica trasformi molte cose.
Mi sono sentito più forte, mi sono sentito più considerato e soprattutto più amato.
Un Papyyy detto al momento giusto smuove montagne. Dovreste provarlo.
Finalmente una cosa carina pure per me. Mica sempre solo per la mamma!

E' trascorsa una settimana da quando in casa mia è entrato il Papyyy, ma adesso siamo un po' stretti...anzi comincia a dar fastidio.
Fonte: DonnaModerna
Magari sarò un papà snaturato, ma sto fatto di sentire sempre Papy associato ad una richiesta un po' mi infastidisce. 
Secondo me DA1 ha capito il sistema e se ne approfitta. All'inizio questo vezzeggiativo mi faceva scattare dalla sedia per accontentare ogni suo desiderio. Ora questo Papyyy continuo mi fa scattare un po' di nervosismo invece.
Sono invidioso dei miei amici che hanno figlie femmine che li stordiscono con paroline dolci e melensi. Ho sempre pensato che fosse molto bello sapere che tua figlia usa le coccole per avere quello che vuole, però ora che questa cosa mi capita con un figlio maschio mi sa proprio di presa per il culo.

"Papyyy mi compri le figurine?"
"E mo' basta cu' stu papy. Qualche volta dillo pure in maniera disinteressata che è meglio".
"Papy, ma io ti voglio bene".
"Assa fa Dio". (Esclamazione che significa Meno male o anche Ci voleva proprio)

venerdì 7 dicembre 2012

Mo te lo spiego a papà chi è Brad Pitt

Avete presente quello che fa la pubblicità di Chanel n°5
Bene. E' venuto a casa mia per un problemino da risolvere.
Volete sapere quale?


Foto: da Style.it 



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