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giovedì 26 settembre 2013

E se per i leggings facessimo come Spider-man?

"Papà, oggi non mi voglio vestire".
"E cosa ti vuoi mettere per andare a scuola, dimmi".
"Voglio uscire col pigiama".
"Ma non si può andare in giro così".
"Va bé, mi metto solo il pantalone del pigiama e sopra una t-shirt".
"Ma sei impazzito. Hai mai visto papà che esce conciato in questo modo?"
"No, però un sacco di mamme vengono a scuola col pigiama".
...RUMORE DEL MIO CERVELLO CHE PENSA...
"Ma no a papà, quelli che vedi non sono i pantaloni del pigiama, ma i leggings".
"E che sono?"
"Sono una specie di tuta, anzi no una specie di pantalone aderente, anzi no una specie di calzamaglia..."
"Papà, sono una specie di pigiama aderente".
"Beh direi di sì, ma sicuramente non sono un capo d'abbigliamento da uomo o uno con cui andare in giro".
"Però in palestra sì".
"Secondo me ci sono alcuni luoghi o situazioni in cui si possono pure indossare. Ad esempio quando si fa sport o soprattutto quando si è a casa perché si vuole stare comodi, ma non mi piace l'idea di vedere in ogni luogo o situazione un bel pigiama aderente credendo di essersi vestiti con gusto... per non parlare dell'abbinamento con le ballerine".
"Papà però se mi metto il pigiama per uscire poi subito me lo posso abbassare quando devo fare pipì e quando mi piego il pantalone non mi da fastidio sulle gambe".
"Sì a papà, però poiché è aderente si vede il pisellino anche se non ti abbassi il pantalone".
"E che fa?"
"Non si va in giro a mostrare le proprie parti intime a tutti...pure se sono belle".
"E se sono brutte?"
"Per quello abbi pietà che ho visto leggings con disegni geometrici lineari assumere forme tridimensionali pur di contenere parti del corpo".
"Però quando mi piego il jeans mi tira".
"Magari ne mettiamo uno più largo, ma il pigiama aderente proprio no, specie per uno che abitualmente si inginocchia o di proposito si piega".
"Però pure Spider-man tiene il pigiama aderente".
"Sì, ma ha la maschera perché a stare senza mi ha detto che è proprio una figura di merda".
"Però Superman non ce l'ha la maschera".
"Sì, ma ha avuto il buon gusto di mettersi una mutanda coprente rossa sul completo blù".

giovedì 22 aprile 2010

Mo ti spiego a papà perchè il bagnetto la sera non ci rilassa

La sera dopo una giornata faticosa è il momento del bagnetto, tesori miei.
E' bello preparare l'acqua nella vasca, riempirla di schiuma e far galleggiare ochette e barchette. L'idea della pelle di un bimbo profumata è un pensiero tenero che inebria i sensi e ti istiga a dargli dei morsetti affettuosi.
La scena di voi due nudi per casa, prima di entrare nella vasca, è uno spettacolo divertentissimo e vedervi correre senza pudore è meraviglioso.
Ogni genitore vorrebbe abbracciare due bimbi appena lavati e col pigiama morbido che li protegge per la notte.
Ma quegli stessi genitori che vorrebbero abbracciare due bimbi così non sanno che...
una volta entrati nella vasca le acque si dividono e cominciano degli schizzi che neanche un'orca quando caccia le otarie.
Le ochette nella vasca cercano in vano di fuggire, ma sono costrette a trattenere il fiato più di Pellizzari.
La testa sott'acqua, la lingua che lecca la schiuma, le mani che sbattono e un continuo entrare e uscire dalla vasca fa salire l'adrenalina dei due piccoli bagnanti che nel giro di 5 minuti ne hanno accumulato come durante una rissa in discoteca il sabato sera.
Il momento del supplizio è arrivato: bisogna asciugarsi. A questo punto inizia la sceneggiata.
Il capo rivolto all'indietro (vedi post precedente sul fasciatoio) e il corpo che sembra spezzarsi mentre lo sollevi per infilare l'accapatoio.
Accendi l'asciugacapelli e iniziano le urla nononstante rispetti una distanza di sicurezza e frapponi la tua mano che nel frattempo si è bruciata.
Il bimbo che già parla continua a dire in maniera ossessiva compulsiva: "Ancora, ancora...ancora acqua".
Mia moglie ormai è fradicia ed io cerco di vestire uno dei due che sul fasciatoio continua a voler giocare con la barchetta che perde ancora acqua.
Il borotalco è un buon modo per distrarli, ma quando decidono di volerlo mettere da sè, il tutto si trasforma in un tavolo da cucina prima della frittura di paranza.
Finalmente riusciamo a infilare il pigiama ad entrambi e a metterli nella culla, ma mentre asciughiamo il bagno e ripuliamo la casa, sempre quello che parla dice: "Il scendere, io bedere" (che vuol dire io voglio vedere quello che stai facendo).
A quel punto scatta il latte e per farli tacere gli preparo la famosa bottiglina con 4 o 5 plasmon.
Si spengono le luci, resta accesa solo la stella per la notte e sul divano, stremati, pensiamo senza dirlo all'altro che forse sporchi non sono poi tanto male e le salviettine imbevute sono una bella invenzione.
P.S. Non mi chiedete perchè poi la sera non gli leggo le favole ai miei figli.


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